La miniserie segue la squadra speciale guidata dal colonnello Lucio Gambera, un uomo che da trent’anni vive con un’unica ossessione: trovare l’ultimo grande fantasma di Cosa Nostra. Tra il quartier generale blindato di Palermo e i vicoli polverosi di Campobello di Mazara, la sua unità del ROS si muove come un’ombra, consumata da notti insonni, false piste e un nemico che sembra sempre un passo avanti.
Quando tutto sembra perduto, un dettaglio minuscolo — un pizzino scritto con una grafia insolitamente tremante — apre una crepa nella corazza del latitante. Da quella crepa nasce un metodo investigativo nuovo, quasi scientifico: incrociare i messaggi cifrati del boss con le anomalie del sistema sanitario nazionale. Una caccia ai dati, ai codici, ai nomi falsi, alle identità rubate. Una caccia in cui ogni errore può far svanire per sempre l’uomo più ricercato d’Italia.
La tensione cresce quando gli investigatori scoprono che il latitante, nascosto dietro il nome di Andrea Bonafede, sta affrontando cure oncologiche. È la prima vera traccia in trent’anni. Ma seguirla significa entrare in un territorio dove la mafia controlla ogni sguardo, ogni silenzio, ogni porta socchiusa.